I PROCESSI DI STREGONERIA

Un contributo alla  figura della strega lo ha dato, sicuramente, il ruolo che la donna rivestiva nella società medioevale. Per gli uomini di Chiesa la donna si identificava con Eva, la peccatrice, era figlia del diavolo e poteva portare l’uomo sulla via della perdizione esattamente come aveva fatto Eva con Adamo.Il processo alle presunte streghe veniva svolto dinanzi al Tribunale dell’Inquisizione e divenne ancora più severo  escludendo qualsiasi intervento di vescovi ed autorità laiche. Bastavano due testimoni per una condanna. Diversi erano i casi di denunce di vicini o di mariti desiderosi di “disfarsi” delle mogli non gradite che una volta condannate veniva arse nei roghi. Anche quando venne introdotto l’avvocato difensore, questo non agiva mai per il bene dell’accusata, altrimenti i giudici avrebbero potuto dubitare della sua fedeltà e pensare che anche lui fosse “ manovrato” dal diavolo. Le streghe venivano considerate le colpevoli del male che si scagliava sui villaggi senza pietà, provocando, in soli tre giorni dalla comparsa della peste nera, la morte. Oggi gli storici, pur non potendo arrivare a conclusioni certe, sono di questo avviso: il numero complessivo di processi in Europa in 3 secoli furono di circa 110 mila, di questi circa 50.000 si svolsero nella sola Germania (laddove Italia e Spagna ebbero circa 5000 processi a testa, cioè un decimo) ed il numero complessivo di vittime della caccia alle streghe: circa 60.000.Parte della Germania e alcune terre tedesche (in particolare la Svizzera tedesca) sono state quelle che più di tutte hanno avuto il fenomeno della caccia. Il Trentino, che dalla cultura tedesca è stato sempre influenzato, è stato proprio per questo caratterizzato da fenomeni di caccia alle streghe estranei a gran parte del resto dell’Italia.