DISCRIMINAZIONE? NO!

Riflessioni in classe sulla discriminazione, dopo la lettura del brano “Il bambino dal pigiama a righe” di John Boyne

DANIELE

Oggi si sente spesso parlare spesso  di discriminazione, una cosa molto brutta, perché le persone vengono giudicate in base ad un giudizio, vengono addirittura perseguitate e private di ogni diritto fino ad arrivare alla morte. Non è giusto questo perché una persona non bisogna guardarla nell’aspetto, anche perché siamo tutti diversi, ma abbiamo gli stessi diritti, siamo unici e irripetibili ma tutti importanti e indispensabili.  Io non ho mai avuto un comportamento scorretto verso qualcuno che non mi piace perché penso che siamo tutti uguali.
Io non sono mai stato discriminato, ma immagino che chi viene perseguitato sente dentro di sé una grande paura, si sente schiacciato dentro il cuore, è pieno di tristezza, vuole solo morire per tornare ad essere libero.
La vita è bella, anzi bellissima, tutti dobbiamo viverla come vogliamo, senza costrizioni e violenze.

MANILA

Oggi si sente molto parlare di discriminazione. Siamo tutti uguali, noi siamo persone e quindi abbiamo tutti gli stessi diritti, non possiamo pensare che qualcuno è meno importante oppure non ha nessun diritto perché diverso da noi. Non esiste distinzione di razza,  di colore, di lingua,  di modi di fare, è assurdo pensare che molte persone sono state addirittura uccise per il colore della pelle oppure per una religione diversa.  A volte è successo anche a me discriminare qualcuno perché non mi “piaceva”, ho evitato di giocare oppure di passare tempo con lui, ma di certo non ho mai pensato di picchiarlo oppure di offenderlo con brutte parole. Anch’ io insieme a  delle mie amiche siamo state discriminate per essere troppo piccole per giocare, però non sono mai stata perseguitata e non ho mai perseguitato qualcuno, nessuno mi ha mai tolto i miei diritti.  Se penso agli ebrei o alle persone perseguitate mi viene un nodo in gola perché è brutto avere sempre qualcuno che ti segue che ti priva del diritto alla privacy, alla libertà, alla vita! Tutti abbiamo gli stessi diritti e non vanno mai privati a nessuno.

FRANCESCO PERSIA E FRANCESCO COCO

Discriminare vuol dire non avere rispetto verso i confronti e i diritti degli altri, significa dare un giudizio alle persone e poi classificarle, in nome di una religione, di una lingua, di un modo di pensare, del colore della pelle… Oggi si parla molto di discriminazione, addirittura anche nello sport si verificano episodi di discriminazione razziale nei confronti dei calciatori di colore.  Noi non siamo mai stati discriminati ma pensiamo che la persona che lo è si sente schiacciata, annientata,  nei suoi occhi vede una sola strada: la morte. Noi non abbiamo mai fatto cose del genere a delle persone ma pensiamo che ci si senta molto male anche solo a pensarle, tutti siamo diversi ma è questa la nostra qualità migliore.

Flavia

Oggi sento spesso la parola discriminazione e mi sono fatta alcune domande. Discriminazione significa fare una distinzione in base a dei giudizi: il colore della pelle, la lingua, la razza, le idee, la religione, le tradizioni. La persone hanno però gli stessi diritti, le diversità non sono qualcosa di cui aver paura o qualcosa da eliminare, ma è una vera ricchezza: siamo tutti diversi, ma abbiamo tutti gli stessi diritti. . Io non ho mai fatto nè subito discriminazione ma posso immaginare quanto sia brutto sentirsi emarginati e perseguitati. Sarebbe una cosa bruttissima, io adesso ho molti amici ma conosco una persona che, alle medie, non ne aveva uno perché tutti la ritenevano diversa. Adesso è grande ed è piena di amici ma prima si sentiva tagliata fuori dal resto del mondo senza nemmeno un motivo. Io spero che questa cosa finisca perché  siamo diversi è vero ma proprio questa è la nostra forza.                                                                                                                                                                                                                                            


Bruno: Sì ALLA LIBERTA’

 Oggi si sente più spesso parlare di discriminazione e mi chiedo come si sentono le persone che subiscono questo mostro che oggi in oggi va sempre più in crescita.
Io non ho mai avuto un comportamento scorretto verso qualcuno che non mi piaceva, perché penso che tutti siamo  unici e diversi, ognuno di noi ha delle caratteristiche proprie,  è proprio questa diversità  che rende bello il mondo: Non si può perseguitare qualcuno per dei pregiudizi  . Io per mia fortuna non sono mai stato discriminato.
Anche se non ho subito mai questa cosa, io penso che chi viene discriminato, si sente una persona schiacciata, che crede di non esistere più, che ormai ha una sola via davanti a sé: la morte, e ha  solo una cosa in gioco: la vita. Per questo oggi diciamo: No alla DISCRIMINAZIONE Si’ ALLA LIBERTA’ !!!

“Lasciate che la libertà regni.
Il sole tramonterà
mai su una così gloriosa conquista umana” Nelson Mandela

Nicole

I personaggi del racconto che abbiamo letto sono  Bruno e Shmuel. Bruno era un bambino tedesco  e Shmuel  era ebreo. Shmuel  viveva in un appartamento a Cracovia  con  il papà che lavorava come  orologiaio.  Smhuel viveva una vita nomale: come tutti i bambini  andava a scuola e giocava con gli altri.  Un giorno  Smhuel  e la sua famiglia vennero deportati al campo di concentramento in Germania. Bruno viveva in una casa vicino il campo di concentramento e suo padre era un soldato tedesco. Un giorno i due bambini si incontrarono  al  campo di concentramento. La mamma di smhuel  ha dovuto   cucire   la stella per farlo riconoscere  che era un ebreo .  Il simbolo disegnato da Bruno  con il dito   era  un nuovo simbolo . il papà di Bruno era  un Tedesco  che  imprigionava e ammazzava  gli ebrei . il fuhrer   era hitler . smhuel non la  più rivistala sua famiglia perché i tedeschi le separavano tutti. Smhuel si stava mettendo   a piangere perché non voleva  restare un minuto di più la  in quel  brutto  posto.