DANTE ALIGHIERI

Quando si parla di “Divina Commedia” non si può far altro che pensare a Dante Alighieri, suo autore, considerato da tutti il “sommo poeta” e padre della lingua italiana.
Nato a Firenze nel 1265. Apparteneva alla famiglia Alighieri, il padre era un guelfo e la madre una ghibellibna.
A soli 5 anni perse sua madre e il padre si risposò.
Dante venne istruito da un grammatico e successivamente studiò arte, fisica, filosofia ecc…
Nel 1285, sposò Gemma Donati ma per tutta la sua vita celebrò Beatrice che incontrò all’ età di 9 anni.
Partecipò come guelfo alla lotta contro i ghibellini.
E’ diventato famoso per il suo capolavoro che tutti conosciamo e che lui intitolò Commedia.
Solo Giovanni Boccaccio aggiungerà l’aggettivo “Divina”.
Questa opera si divide in tre parti:
INFERNO, PURGATORIO E PARADISO.
E’ un viaggio che lui compie con l’immaginazione, nell’aldilà è accompagnato da Virgilio nell’Inferno e nel Purgatorio e dalla sua amata Beatrice nel Paradiso.
Descrive l’Inferno come un’enorme imbuto, formato da tanti gironi che corrispondono ai diversi peccati.
Davanti alla porta ci sono tre belve feroci, ad attendere i peccatori c’è Caronte traghettatore di anime.
Il “contrappasso” è la legge infernale che punisce i peccatori con una pena contraria a quello che hanno fatto nella vita. Il purgatorio invece, è l’inverso dell’Inferno è quindi simile ad una montagna.
Il paradiso è formato invece da tanti cieli concentrici.
Dante scrive quest’opera in dialetto volgare fiorentino che, da quel momento, verrà considerato una lingua importante e diventerà la nostra lingua italiana. A questo proposito Dante scrisse il trattato “DE VULGARI ELOQUENTIA” cioè la divulgazione del volgare.
Morì nel 1321 a Ravenna dove è sepolto.